THE CORRODING AGE OF WOUNDS REVIEWSi tratta di una produzione ultra-underground che mi è stata segnalata dall’artista stesso. Dubito fortemente che troverete sul mercato europeo questo CD, ma è giusto dare spazio a tutti. Kratornas è una one man band filippina. Sì, avete letto bene, filippina. Una prima volta per questa ‘zine, nonostante siano veramente tante le recensioni.

Come molte delle realtà di quella zona asiatica, Kratornas propone un black metal fortemente influenzato da elementi death, anzi più precisamente grindcore.

Si tratta quindi di musica velocissima, caratterizzata da una batteria che è più simile ad un martello pneumatico. I riff di chitarra sono anch’essi molto veloci, ma non come la drum machine, che a tratti sembra, non fuori tempo, ma decisamente poco orecchiabile.

Il lato “grind” lo sentiamo, oltre che nei ritmi frenetici della musica, nelle parti vocali, dove è presente il solito misto di gorgogli e voci in screm.

Indubbiamente, si tratta di un lavoro potente e devastante, supportato da una buona produzione.

Tuttavia manca l’intensità, le emozioni; si tratta insomma di un disco freddo e meccanico,che non trasmette niente all’ascoltatore, se non una cieca violenza.

Alla lunga, le canzoni si somigliano e si confondono un po’ troppo fra di loro: diventa così difficile che rimangano in testa di chi le ascolta.
“The Corroding Age of Wounds” è insomma un disco per fanatici del sound violento, di quelli che apprezzano Impiety e simili. Dubito possa interessare ad altri.

Autore: {Mirror}

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